Il gioco d’azzardo dell’ippica passa un brutto periodo

Un tempo, non tantissimo tempo fa, l’ippica era sinonimo solo di eleganza, di “alto ceto”, di bellezza e classe, ed in Italia era indubbiamente una “eccellenza” che ci faceva invidiare da tutto il resto dell’Europa richiamando nelle più rinomate corse e tornei le più “belle e ricche” persone facenti parte del jet set. Ora invece questo settore soffre in ogni sua parte: gli ippodromi chiudono, le manifestazioni di conseguenza vanno a sparire, il richiamo degli eventi non desta più scalpore in alcun stato sociale chi le fa le spese sono solo ed unicamente loro, i cavalli. Anche e sopratutto chi li cura -da un punto di vista medico- quindi i veterinari sono anch’essi sul piede di guerra non riuscendo a percepire il “dovuto” dall’anno scorso. Tutti i controlli che dovrebbero essere fatti sui nostri amici cavalli per farli star bene, controlli antidoping per coloro che ancora partecipano a corse, interventi medici di tutti i tipi non vengono saldati ed i veterinari di settore chiedono sostegno a tutta la categoria in generale affinchè si sensibilizzi alla problematica loro che sta diventando insormontabile e non più sostenibile. I compensi sono fermi dal 2012 e di quelli del 2013 non se ne parla: Mipaaf non riesce a tutelare i suoi iscritti ed i veterinari saranno tra breve costretti ad astenersi completamente dal loro operato perchè ormai gli esborsi da loro sostenuti sono divenuti insostenibili e non più gestibili.
Perchè tutto questo? Nell’era dell’informatica spinta all’eccesso sembra che non si riesca ad organizzare il conteggio -meramente contabile- di quanto e chi ha avuto esborsi e deve averne il “ristoro”, di chi e quando un veterinario sia intervenuto e di quanto abbia diritto ad avere di rimborso… Sembra veramente assurdo e di vivere in un’altra dimensione, ma quella della mancata considerazione di un settore che va sempre più verso la propria fine!

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